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Olgiate Olona
Olgiate Olona nella storia

L’origine del nome Olgiate Olona, in passato Olzate Olonae (come risulta in latino dotto nei documenti medioevali) o Olgiàa(pronuncia Ulgià in dialetto bustocco), deriverebbe dalla base medioevale «augia» e significherebbe «porzione di terra arativa cinta da fossati e siepi», con riferimento al primo dissodamento. Il suffisso «-ate», molto diffuso in Insubria, è il tipico genitivo di origine celtica. Nel determinativo Olonae od Oronae, che compare dopo l’anno mille per distinguere questo centro da altri omonimi, si sottolinea l’appartenenza di Olgiate alla Valle Olona affiancata e attraversata dalla strada di collegamento tra il Ducato di Milano e la vicina Confederazione Elvetica. Alcune testimonianze archeologiche, venute alle luce agli inizi del nostro secolo ma ora purtroppo disperse, ricordano di due necropoli presumibilmente di età romana: una presso la chiesa parrocchiale e l’altra ai lati della strada statale del Sempione, nelle vicinanze della Cascina del Buon Gesù, probabile stazione militare sulla direzione del Lago Maggiore. Sopra il villaggio romano si sviluppò nel Medioevo la pieve, la cui giurisdizione ecclesiastica si mantenne fino all’anno 1583, quella civile fino al 1784. Per il vasto circondario che si estendeva da Cairate a Cislago e a Sacconago e comprendeva quindi anche Busto Arsizio. Olgiate Olona fu quindi per tutto il Medioevo centro di riferimento religioso e amministrativo, prima all’interno del contado del Seprio, e dal 1395 nel Ducato di Milano. Dopo la distruzione di Castelseprio, nel 1287, durante le lotte tra i Visconti e i Della Torre, gli olgiatesi vennero a dipendere per la giustizia criminale da Gallarate, dove fu posto l’ufficio del capitano del Seprio. Nel borgo originario era sito anche un castello, ancora in piedi nel XII secolo. Le planimetrie sette-ottocentesche che rappresentano un abitato ancora a forma anulare fanno pensare a fortificazioni con fossati e palizzate. Testimoniano l’attività della Pieve di Olgiate la presenza documentata di ben due chiese matrici, dedicate quella d’inverno a Santo Stefano, e quella estiva a S. Lorenzo. Provengono da Olgiate alcuni codici pergamenacei, custoditi oggi nella Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio e alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, tra i quali un Evangeliario del IX secolo; infine una lapide datata 1127, custodita al Museo Civico di Milano, proviene appunto dal portale della chiesa di S. Lorenzo. Nella pieve la massima autorità religiosa era il prevosto, coadiuvato normalmente da 12 canonici. Di taluni prevosti di Olgiate si conoscono le cariche che ricoprivano nel contempo presso la curia o la Chiesa metropolitana di Milano: indizio di residenza saltuaria o mancata nella sede, di cui pur godevano il titolo e i frutti. Questo comportamento, che si estese quanto prima anche ai canonici, è spiegabile da un lato nei richiami lusinghieri della città, dall’altro nella progressiva perdita di importanza di Olgiate. Nomi di olgiatesi illustri e attivi a Milano e altrove si conoscono già, a partire dal XII secolo: artigiani, notai, ecclesiastici. La famigliade Landriano de Olzate Olonae figura nel catalogo della nobiltà milanese del 1277; Guido Landriani fu il primo nel 1283 a sottoscrivere, quale plenipotenziario del comune di Milano, la pace di Costanza tra il Barbarossa e i comuni confederati della Lombardia storica. Altra famiglia di spicco fu quella degli Olgiati, con una serie di personaggi impegnati nella milizia e nella politica: tra essi Gerolamo, che concorse ad assassinare Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, nel 1476; Gian Maria, che come ingegnere militare ideò e diresse, a metà Cinquecento, la costruzione dei bastioni di Milano. Nel 1583 l’arcivescovo Carlo Borromeo decise di trasferire prepositura e canonicato al vicino borgo di Busto Arsizio, diventato assai più ricco e popoloso. Ridotto a semplice parrocchia di 700 individui legati all’agricoltura, falcidiati dalla peste del 1631, Olgiate rimase in una situazione di stallo per due secoli, divenendo feudo degli Alessandri e quindi dei Prata nel 1709, famiglie nobili che non lasciarono testimonianze nel paese, dove non risiedettero mai. Nel Seicento si distinsero invece i Mola, nell’Ottocento i Greppi, i Restelli e i Tovo. Lo sviluppo di tessiture, tintorie e cartiere nellaValle Olona e l’opportunità di un collegamento internazionale a rotaia in aggiunta alla linea del Sempione motivarono la derivazione dalle Ferrovie Nord Milano nel 1926 del tronco Castellanza – Mendrisio, detto Ferrovia della Valmorea, totalmente abbandonato come servizio passeggeri nel 1952 e in seguito anche come trasporto merci. Olgiate Olona fu teatro, nel 1959, della quinta peggiore sciagura dell’aviazione civile in Italia, il disastro aereo di Olgiate Olona, nel quale perirono 70 persone. Tra le vittime, la più celebre è Maria Sacchetti, sorella del fisico Enrico Fermi; tumulata rispettando le sue volontà, secondo le quali avrebbe dovuto essere sepolta nello stesso luogo della sua morte, la sua tomba è tuttora visibile nel cimitero del comune di Olgiate Olona.
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