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Castellanza
L’Università Carlo Cattaneo

Caratteristica per il recupero di edifici storici industriali è l’Università Carlo Cattaneo che ha riutilizzato gli edifici dell’ex-filatura Cantoni, in un’area coperta di 68.000 m², ed occupa anche un vasto parco aperto al pubblico di 26.000 m² nel cuore della città. Il progetto di tale recupero è stato firmato dall’architetto Aldo Rossi.
Archeologia industriale

Altre testimonianze di archeologia industriale a Castellanza sono:
- Cotonificio Cantoni, fondato nel 1845, riedificato nel 1902-1905 ed ampliato sino al 1930 (data a cui risalgono le costruzioni attuali) suddiviso in due parti: la monumentale filatura con gli edifici circostanti, già restaurata nel periodo 1989-1991 e ora sede della LIUC (in tutto il 60-70% circa degli edifici) e l’ex reparto tessitura, composto da una schiera di capannoni “shed” più alcuni altri edifici, abbandonato dal 1988 ed in stato di gravissimo degrado;
- Centrale Termoelettrica della Società “Lombarda”, costruita nel 1904, che ha cessato l’attività nel 1961 ed è divenuta sede di uffici della società e centralina di smistamento ENEL, abbandonata dal 2004; in base alla bozza del PGT, è stata inserita nella lista dei beni storico-artistico-monumentale da tutelare e ne è previsto il restauro e il riutilizzo come albergo e residence a tutt’oggi risulta occupata abusivamente;
l’ex tintoria tessuti della Manifattura Tosi, fondata nel 1888, chiusa nel 1973 e demolita quasi completamente nel 1995-1996; l’unico grande capannone rimasto è divenuto sede, nel 2003, della Biblioteca e del Centro civico;
- candeggio della Manifattura Tosi, rilevato dopo il 1973 dall’opificio Castellanza & Borri ed ora abbandonato;
- Tintoria Cerini, ora fabbrica tessile PEPLOS, tuttora attiva ed abbastanza ben conservata;
Negli anni novanta è avvenuta la demolizione dell’ex stabilimento meccanico Pomini, risalente a inizio Novecento. L’intervento di recupero di edifici industriali dismessi che si affacciano lungo il fiume Olona, è ancora in corso nell’ambito di un programma di riqualificazione del lungofiume; tale programma ha avuto nuovo impulso dall’ex-sindaco Livio Frigoli nella seconda metà degli anni novanta. Nel novembre 2008, dall’Amministrazione Farisoglio è stata presentata una proposta di Piano Integrato di Intervento relativo all’ex centrale termoelettrica, che prevede il recupero dei due edifici storicamente rilevanti (29.000 m²) come albergo, residence e centro congressi, e l’abbattimento degli altri stabili con destinazione a residenziale (15.000 m²) e verde pubblico (26.000 m²).
Museo Enzo Pagani

È un parco e museo di arte moderna e contemporanea, in una cornice naturale di boschi difficile da trovare nelle immediate vicinanze di Milano. Conta 650 opere, tra cui molte testimonianze delle avanguardie storiche del Novecento. È un museo di respiro internazionale, fondato nel 1957 ed inaugurato nel 1965, e può essere certamente considerato il primo parco-museo sorto in Italia. Futurismo, dadaismo e surrealismo sono rappresentati da opere quali le sculture in marmo di Jean Arp e di Alexander Arcipenko; i mosaici di Nadia e Fernand Leger, Gaston Chaissac, Sonia Delaunay, Man Ray, Ettore Falchi, Hans Richter; le sculture in legno, bronzo, acciaio, marmo di Jan Koblasa, Andrè Bloc, Christian Peschke, Mimuro Miizuma, Haruhiko Uasuda, Tomori Toyofuku, e ancora, opere di Messina, Pomodoro, Tavernari, Veronesi e dello stesso fondatore Enzo Pagani.
A causa della mancanza di finanziamenti pubblici che rendano sostenibile per la famiglia Pagani la gestione, il museo risulta chiuso dal 2013 e il sito web è stato dismesso.
Palazzo Brambilla

L’edificio, il cui restauro iniziato nel 2003 è in fase di completamento, risale al 1789, su progetto di Leopold Pollack, commissionato da Cesare Carminati, appartenente alla famiglia Carminati di Brambilla. Il grande complesso ha forme severe e razionali, caratteristiche del gusto neoclassico e ripropone lo schema a “U”, ricorrente nell’edilizia civile lombarda fin dal XVII secolo: il corpo centrale è arretrato rispetto all’ingresso e più alto rispetto ai corpi laterali delle ali avanzate per creare un effetto prospettico, che pone gli edifici allo stesso livello per chi li osserva dalla strada principale della città, già facente parte del tracciato della Strada statale 33 del Sempione. All’interno si trovano sale decorate con raffinati affreschi neoclassici, recentemente restaurati, ed una grande pala ottocentesca di 6 metri per 4 metri raffigurante il giuramento di Pontida del pittore Giuseppe Castellani. Dal 1921 è sede del municipio, acquistato dall’Amministrazione Comunale grazie all’apporto economico dei proprietari delle principali industrie cittadine (Soldini,Cantoni, Pomini e Binda).
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