Cairate Storia - televalleolona

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Cairate
Cairate nella Storia
STORIA
L’epoca antica
Il toponimo “Cairate” è di probabile derivazione longobarda, riconducibile ai significati geologici di “altura” e fitomorfi di “noce” o “castagna”.
Basso Medioevo

Il centro abitato fu fondato dai Longobardi, di cui sono state rinvenute due epigrafi: una murata nella chiesa di Chiesa di San Martino e l’altra sui gradini di una scala del monastero. Il paese, data la posizione strategica, accrebbe la sua importanza durante le invasione barbariche: i Longobardi vi insediarono infatti una fortezza militare, collegata al castrum Castel Seprio tramite una strada che costeggia la valle e di cui sono stati trovati i resti nel vicino Comune di Fagnano Olona. La fortezza fu un nodo nevralgico nello scacchiere militare del Nord Italia per buona parte del medioevo. Furono gli stessi Longobardi, in particolare la badessa Manigunda, che contribuirono in modo determinante allo sviluppo economico e politico del borgo. Cairate fu parte del Contado del Seprio per tutto il basso medioevo fino al 1287.

Basso Medioevo
Stando al catasto, iniziato già dagli spagnoli, durante la dominazione di Maria Teresa d’Austria nel Ducato di Milano, i possedimenti del monastero ammontavano a 2.282.460 metri quadri di terreno sparsi tra Cairate,Bolladello, Peveranza, Abbiate Guazzone, Fagnano Olona, Castelseprio, Lonate Ceppino e Carnago. Ampie parti di terreno comunale erano possedute dall’abbazia della Cavedra di Varese, dai fratelli Ambrosoli, da tal Pietro Branzolfo, dal luogo Pio diSanta Valeria di Milano, da Carlo Castiglioni e dal conte Galeazzo Visconti. Il comune di Cairate possedeva 659 pertiche di terreno, ma di scarso valore, il più delle volte abbandonato alla brughiera o destinato ai pascoli. Le famiglie più importanti della zona erano i Castiglioni, i de Cairate e i Visconti. Maria Teresa d’Austria costrinse il comune ad alienare le proprietà e i terreni dei possidenti per risanare i bilanci comunali e per trasformare aree di terra improduttive in aree coltivate, attraverso un’accorta politica di incentivi ai privati di cui approfittò anche il monastero. Nel 1786 un’altra riforma del governo austriaco obbligò il monastero a trasformarsi in una scuola, per non rischiare la soppressione. Questa arrivò tuttavia nel 1799 con la conquista dell’Italia da parte di Napoleone: nel 1801i beni del monastero vennero ripartiti fra tre diversi privati che si divisero anche l’edificio, snaturandolo dal proprio contesto e apportando profonde modifiche per rendere autonome e abitabili le tre parti.
Durante il Regno d’Italia
Successivamente al periodo napoleonico, Cairate fu integrato come tutta la regione nel Regno Lombardo-Veneto, e quindi conquistato dai piemontesi durante il Risorgimento. Nel XIX secolo si ebbe una crescita demografica consistente, con l’arrivo di nuove famiglie, che accrebbe l’importanza del paese. In questo contesto nel 1869 si decise l’aggregazione a Cairate di Peveranza e Bolladello che ne divennero frazioni. Nel XX secolo le industrie localizzate nella Valle Olona ebbero nuova vita dalla realizzazione della linea ferroviaria che fu costruita attraverso la valle, passando da Castellanza a Lonate Ceppino. Il collegamento ferroviario con la Svizzera tuttavia rimase attivo solo dal 1926 al 1928 tarpando le ali all’industrializzazione della valle e di Cairate. Nel 1930 vennero costruite le scuole elementari.
Età contemporanea
Nel 1960 venne edificata la nuova chiesa parrocchiale e nel 1965 un viadotto per favorire le comunicazioni tra il gallaratese e il tradatese.
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